GIORGIO ORTONA
pitture e disegni
paintings and drawings
peintures et dessins



 

Antologia critica/Critical anthology
 

...Giorgio Ortona cancella il volto di uno scaricatore di porto...
...Il mare è una speranza andata a male, una scommessa che scava una tomba immensa, vascelli di carta che affondano nella notte e altri che si alzano come statue spaventate dalla bellezza del mondo, dalla grazia di una grande speranza. Questo è ciò che gli artisti qui riuniti esprimono con eleganza, bellezza e talento...

Tahar Ben Jelloun
(dal catalogo della mostra un mare di arte Mediterraneo specchio del cielo)
aprile 2007

 
...Ortona, dunque, è il pittore delle grandi vedute di Roma e di Napoli in cinemascope, dei nuovi vicoli partenopei, della Pantanella e della sopraelevata della capitale, della città che si attorciglia come un serpente alle pendici di Montemario, dei ritratti dolenti di un padre nella sua quotidiana intimità, dei sacchi dipinti come frutti rigogliosi di una natura morta seicentesca...

Lorenzo Canova
(dal catalogo della mostra Metamorfosi urbane)
marzo 2005
...E poi Giorgio Ortona l'architetto che piace tanto al mio amico  Vanni Pasca perchè del mistero dell'architettura racconta il momento ad alto pathos della costruzione e del calcestruzzo...

Philippe Daverio
(dal catalogo della mostra Viaggio in Sicilia)
maggio 2005
...O come Giorgio Ortona che coniuga un forte interesse professionale per l'architettura con la via di una pittura vitalmente innestata nel confronto con la realtà fenomenica, che gli deriva dal suo maestro, il caposcuola spagnolo Lopez Garcia...

Carlo Fabrizio Carli
(dal catalogo della mostra
Figure)
dicembre 2005
...quegli autori, da Kokocinski, a Bergomi, a Ortona, che riprendono la grande tradizione italiana di figurazione, senza rischi fotografici o illustrativi, di concentrazione nella forma, dell'idea della forma...
...Ortona, vedutista avvertito dalla moderna tradizione del realismo spagnolo e dal realismo americano riportati in una pittura franca e luminosa...

Vittorio Sgarbi (video)
(XXXII Premio Sulmona)
25 settembre 2005
...Poche palazzine popolari si affacciano su una striscia d'asfalto, scura e deserta. Le terrazze e i tetti di decine di edifici scarni, simili gli uni agli altri, si perdono fino all'orizzonte. Un'altra gru sovrasta il guard rail in primo piano di una circonvallazione. Sono i paesaggi di Giorgio Ortona dedicati alla periferia romana...

la Repubblica
Claudia Di Pasquale
29 novembre, 2006

...me parece que este quadro, está en el futuro de cierta pintura; esto enlaza con cosas de mucho prestigio, con Corot, con Morandi, con cierta pintura metafísica. Veo que las cosas de este paisaje las haces muy bien; las sientes mucho; sientes muy bien las cosas distantes sumergidas en la luz. Aquí percibes todo el paisaje, y muy profundamente...
...esta es una pintura extraordinaria, de verdad! , muy buena, muy auténtica y original, muy sensibile, muy culta, es tan culta que no se nota, así tiene que ser, sin prensunción, ni obstentación...
...Yo noto que tú biológicamente estás más cerca de entrar en sintonía con el paisaje; esto te hace encontrar un lenguaje pictórico más limpio y puro. En este cuadro, se nota Italia, y toda su tradición pictórica...

Antonio Lopez Garcia
Jerez de la Frontera
settembre, 1997

...Scorpora, spolpa, la visione. Un'aria di deserto soffia su questa Roma. Deserto ebraico, nordafricano...
...Ecco una Roma molto simile, anche nella distorsione grandangolare, alla Madrid di Antonio Lopez Garcia, forse il più grande pittore vivente, a suo tempo maestro di Giorgio, tanto da ispirarne oggi anche l'esecuzione di queste figure, di questi formidabili ritratti, prove di un realismo accanito. E come nei quadri dello spagnolo, ecco qui l'esercizio di una messa a fuoco progressiva, mobile, spostata qua e là nella precisazione calibrata e nell'omissione semplificante. Focalizzazione diversificata che stabilisce il tempo della visione. Solo che per Lopez Garcia Madrid è stata un punto di arrivo, l'estrema tappa di un destino, di una vocazione tormentata. Per Giorgio, Roma è lo start di una corsa. L'inizio di una caccia...

Marco Di Capua
(dal catalogo della mostra
La città di mezzo)
marzo 2005
 

...Vi sono, quindi, opere di stretto valore vedutistico, secondo la nuova tradizione del genere rinnovato, come nel caso di artisti quali Andrea Aquilanti, Daniele Galliano, Federico Guida, Giorgio Ortona, Mauro Reggio. Si tratta di impostazioni sceniche che mimano solo in apparenza l'impostazione naturalistica, dando poi, a lettura maggiormente approfondita, indicazioni che inevitabilmente riconducono all'attualità dei linguaggi pittorici contemporanei. Infatti, e innanzitutto, risulta ben evidente l'origine fotografica del loro comporre, la temperie antinaturalistica del trattamento tecnico e cromatico, l'esibizione voluta e leggibile di una asciuttezza del disegno...

Arnaldo Romani Brizzi
(dal catalogo della mostra Cantieri romani)
marzo 2001

...Un pittore come Giorgio Ortona sembra riusare a tratti l'idea di paesaggio urbano come
Sironi (o la periferia del Portonaccio di un Vespignani, le vedute romane di Mafai e Scipione, calde o infiammate, neoespressioniste), per restituire delle vedute dell'odierna Roma panoramiche e minuziose, luminose quanto desolate, infittite dal macerante traffico della metropoli, nella dinamica deriva della modernità...
Una pittura che, per paradosso ribaltato, sembra nascere dove finisce la fotografia, metaforizzando la testimonianza perplessa e affascinata, lungimirante e stordita di quegli svincoli, quelle tangenziali, quei viadotti, quegli agglomerati, quei capannoni, quelle terrazze domestiche anonime eppure intimissime...
Con lui, un'intera generazione di nuovi artisti pone la città come incubo primario, avvolgente e prospettico...

Plinio Perilli
(da metamorfosi quaderni di architettura
marzo 2006)

 

...Il racconto di Ortona è lucido e tagliente, inquadra un mondo di personaggi fissati al quadro da una luce sempre intensa e abbacinante, come pure una sequenza di quartieri romani visti dall’alto che hanno tutta la potenza espressiva di un cinemascope. I quartieri che ritroviamo ancora una volta sulle tavole sono però ormai lontani dalle immagini cui ci avevano abituato Mafai, Scipione, Melli e poi Vespignani: lontani ormai da quella umanizzazione e poesia del paesaggio urbano tanto cara alla scuola romana, gli scorci urbani di Ortona  hanno le forme e i colori di una contemporaneità che sembra averci ipnotizzati e annichiliti con la sua stessa imponenza e il suo irrimediabile disordine, identificandosi sempre più nella metropoli labirintica che lo stesso artista avvicina ambiziosamente ai cretti di Burri...

Tiziana D'Acchille
(dal catalogo della mostra Nel labirinto)
febbraio 2004
 

...E' una della tendenze caratteristiche della pittura degli ultimi anni, che soprattutto a Roma annovera un numero sempre crescente di validi artisti: si tratta del cosiddetto "realismo urbano", ovvero di un'arte pittorica solidamente ancorata a un  impianto figurativo e che cerca ispirazione nei paesaggi periferici, nell'architettura della città moderna e non necessariamente monumentale: antenne, garage, condomini, automobili, vedute prospettiche e saggi di figura...
...si tratta di Massimo Campi e Giorgio Ortona, bravi nell'interpretare la poesia delle cose tristi che si cela nel paesaggio contermporaneo ed entrambi sorretti da una buona tecnica...

Corriere della Sera
Edoardo Sassi
14 febbraio, 2004

...Altrettanto figurativi ma stilisticamente opposti risultano invece i fogli di Giorgio Ortona, il quale fa uso programmatico di liscissimi cartoni e matite, perlopiù, dure e acuminate. Ciò gli consente diagnosi senza approssimazioni, ostinate, puntigliose, in cui l'indagine non sorvola su nessun elemento rilevato e offre possibilità a quel particolare che l'artista decide di raccontare senza volontà d'economia. Poi, delle stesure saltuarie di colore ad olio s'integrano in alcune aree delle figure disegnate e accorano l'esito espressivo delle immagini, scortandole, peraltro, al vago confine con la pittura...

Alessio Verzenassi
(dal catalogo della mostra T.E.C. Le tecniche esecutive dell'arte contemporanea)
giugno 2005

...dagli sguardi rovesciati degli Upside Down di Petrus alla linearità di Fiorentino, dalla frammentazione urbana di Ortona all'esistenzialismo urbano, di taglio quasi ottocentesco, di Papetti...

Alessandro Riva
(dal catalogo della mostra Miracolo a Milano)
giugno 2005

...Perché lui guarda la città e la ritrae. Senza enfasi ma con una specie di orgoglio consapevole. La sua Roma non è monumentale e forse non è neanche bella. Però, grazie a lui lo diventa. Tutte quelle palazzine si trasformano sotto il suo sguardo in incastri meravigliosi. Allora capisci che niente deve essere pensato in un solo modo, che puoi cambiare il tuo punto di vista su un frammento di mondo se qualcuno te lo porge nella maniera opportuna, te lo offre alla giusta distanza. Ecco, Ortona questa inquadratura a ‘misura’ la conosce bene: scova terrazze, muri ciechi, finestre, interni di appartamenti, figure solitarie, tetti e ci mostra il nostro solito paesaggio urbano, periferico e anonimo, quello in cui corriamo tutti i giorni, come non l’avevamo mai visto...

Lea Mattarella
(dal catalogo della mostra Roma)
novembre 2006
 

...Così, i pennelli visionari dei  migliori rappresentanti della figurazione italiana (Bertocci, Di Stasio, Fiorentino, Gandolfi, Guida, Livadiotti, Ortona, Pignatelli, Reggio e Tulli) hanno descritto con un pizzico di fantasia e una sana ventata di simbolismo una Roma metafisica e surreale...

Ludovico Pratesi
(dal catalogo della mostra Cantieri romani)
marzo 2001

...The artist I most look forward to seeing in depth is Rome-based Giorgio Ortona. Represented here by five small oils on wood panels, Ortona produces tight, small notebookk-page-size schemes of postwar architecture around Rome. Most feature blocky apartment houses from the 1960s and '70s. He paints them in a palette of blanched yellow and orange that seems to nearly obliterate the heaviness such buildings usually carry. Somehow cramped, rectilinear geometries end up feeling airy and Mediterranean...

The Washington Post 
Jessica Dawson
November 6, 2003

...La sfida della miglior ritrattistica di oggi è tirar fuori l'anima dal corpo, rendere palese e conosciuto ciò che invece spesso è nascosto. Ovviamente, diversi e lontani tra loro sono i nomi per farlo. Se la scuola pittorica siciliana - da Alvarez a Sarnari, da Floridia a Zuccaro, da Colombo a Puglisi - punta spesso l'attenzione anche sull'ambiente che circonda gli uomini, per riuscire a evidenziare addirittura l'anima della terra, lo spirito e il carattere che contraddistinguono la gente di un determinato luogo, la lezione dei romani - veri e d'adozione, come Tornabuoni, Ortona, Janson  e Pedro Cano - insegna a puntare sulla storia e sulla citazione...

Maurizio Sciaccaluga
(dal catalogo della mostra Il corpo dell'anima)
dicembre 2004

...La pittura non guarda verso l'alto (qualsiasi esso sia), ma insegue il fenomeno sin dentro le strutture più infime della "deiezione". Di qui la serie dei "Sacchi" che celebra a piene mani i gradi più bassi dell'essere con voluta attenzione. Il nostro non intraprende le strade dell' Arte Povera; non opera il passaggio dal quadro all'oggetto. E' sempre alla pittura che rimane demandato il compito di trattare del fenomeno; ciò accade perchè Giorgio Ortona vuole costringere la pittura, una volta dedita alle cose nobili e nobilissime, ad occuparsi di ciò che non viene invaso dalla luce trasfiguratrice dell'eidos. E' dunque Platone l'oggetto della polemica ortoniana...

Robertomaria Siena
(dal catalogo della mostra La reviviscenza del realismo)
novembre 1996

...Ortona rivolge la sua attenzione alla città, allo spazio urbano dipinto con leggerezza in una luce delicata, con campiture che si organizzano a tarsia: i suoi sono frammenti urbani contemporanei, quelli delle periferie, della vita "normale" di tutti i giorni; all'artista il compito di cogliere la verità del proprio tempo....

Paolo Nifosì
(dal catalogo della mostra Lo sguardo italiano Ventidue artisti per Bufalino)
dicembre 2004

...Guarda alle zone urbane che connettono il centro alla periferia, indagando un limbo architettonico dove bellezza ed eccesso si confondono di continuo. La sua pittura è sporca e densa, sembra impastata con l’aria dei cantieri e la polvere del caos diurno. La stessa frontalità si rompe in un gioco di ripetizioni, salti prospettici, scarti dello sguardo figurativo. Il risultato è una panoramica dal sapore cinematografico e dalla carnosità quasi informale, frutto di un’elaborazione interiore della Roma moderna...

Gianluca Marziani
(dal catalogo della mostra Memento armato)
febbraio 2008

 
     



 

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