GIORGIO ORTONA
pitture e disegni
paintings and drawings
peintures et dessins



 

La pellicola delle cose
(testo di Letizia Leone)
Galleria Salita dei Merli, Genzano (Roma), 1994

 

Quella di Ortona è una pittura precisa, aderente agli oggetti.
La pennellata esplora la superficie delle cose cogliendone i dettagli in un tentativo di ricostruzione, al di là di ogni trasfigurazione onirica o simbolica.
In questa riappropriazione delle forme l'oggetto viene isolato, diventa estraneo al pittore che ora lo studia da una distanza che non concede nessun contatto. Ortona stesso, in modo provocatorio, afferma: "per me non c'è differenza tra una banana e un uomo, tra un pezzo di carne e una periferia. Quando dipingo io non so cosa dipingo".
La realtà è il campionario asettico di un laboratorio e una lastra di vetro sembra separarla dall'osservatore.
Tutto è e rimane immobile in questi quadri, mentre l'ispezione non si pone limiti e congela sulla tela nature morte, paesaggi, elementi eterogenei. Con questo modo di procedere si aprono infinite potenzialità alla rappresentazione fondata sul riesame formale della vasta congerie dell'esistente.
Da queste opere giunge una suggestione di freddezza e di isolamento, quasi di solitudine.
Incontriamo oggetti illuminati, indecisi a diventare gialli, lunghi e carnosi: sono banane e bucce.
Altre volte, invece, viene esaltato uno squarcio di metropoli, epifania di un ultimo paesaggio umano, o un palazzo risonante in un prato vuoto. Così come non può non fare meraviglia la visione remota dei sacchi di cemento stivati in qualche angolo di magazzino.
Ed è proprio qui la modernità del percorso figurativo di Ortona, nella tensione spasmodica a voler liberare il linguaggio da ogni astrazione intellettuale o ideale, da ogni pretesa di significazione. E' un lasciar parlare le cose stesse sganciandole dalle formule per riposizionarle nel silenzio. Tutta l'opera pittorica dell'artista, infatti, ha un solo anelito: un'urgenza di silenzio.
La pellicola è la membrana superficiale su cui si attarda il pennello.
"Ora soltanto il nulla" scriveva Benn, "ma con sopra lo smalto".





 

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